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Attenzione alle logiche “aut aut”

Spesso ci fanno la seguente domanda: “Per questo progetto, tu ci consigli un percorso di formazione o più percorsi di coaching individuale?”.

Non c’è risposta a questa domanda, perché tutto dipende da alcune variabili che dobbiamo considerare per ogni singolo caso, tra cui:
– il settore e il contesto di riferimento;
– l’organizzazione specifica che ci fa la richiesta;
– il target dei fruitori;
– gli obiettivi di sviluppo;
– eventuali esperienze pregresse del cliente e dei fruitori;
– lo specifico momento professionale del cliente e dei fruitori.

Ad ogni modo ciò che noi spesso cerchiamo di ristrutturare con le nostre risposte è la logica “aut-aut” implicita nella domanda.
Non bisogna per forza scegliere tra coaching e formazione.
Si possono anche scegliere entrambi.
Anche insieme.
Meglio se in sinergia.

Così come non si deve per forza lavorare o in team o individualmente.
È possibile alternare il lavoro individuale e quello di team.
E anche in questo caso si può creare sinergia tra i due lavori.

Attenzione quindi a non cadere in semplicistiche logiche “aut-aut”.

Mi è capitato di lavorare con aziende che nella loro esperienza hanno incontrato professionisti che affermavano “il coaching è sempre meglio della formazione. La formazione annoia, il coaching motiva”. E fidandosi ciecamente hanno svolto lunghi ed estenuanti percorsi di coaching individuali, per poi ritrovarsi scontenti e non coordinati.
Così come mi è capitato di clienti che per intervenire sulle esigenze di una o due persone hanno coinvolto un team di 15-20 collaboratori in percorsi che non erano di interesse condiviso. E la scusa era di rivolgersi a tutti per “non urtare la sensibilità” del singolo. Risultati? Fastidio per tutti.

Ancora una volta i problemi sono alimentati da rigidità negli approcci: aut-aut, questo è meglio di quello, si fa sempre così… e così via.

Dipende.

E proprio grazie a questo approccio strategico che ci invita ad analizzare le specifiche caratteristiche di ogni richiesta e di ogni progetto, la maggior parte delle volte la risposta più funzionale è passare dall’aut-aut all’integrazione di più approcci e metodologie, creando anche un’alternanza funzionale.

Nascono così progetti integrati, che uniscono la formazione e il coaching, le attività di team coaching e quelle di coaching individuale, le attività in presenza e quelle on-line, le attività sincrone e quelle asincrone, in un mix personalizzato che risponde alle specifiche esigenze del cliente e dei suoi collaboratori.

Come ci ricorda l’approccio strategico, bisogna essere guidati dagli obiettivi e non dalle proprie convinzioni.

E questa è la nostra convinzione!

Buona formazione e buon coaching.

Piercarlo

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